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La sezione XIII è formata da 74 volumi, la maggior parte dei quali riguarda gli Ospedali e i Luoghi pii milanesi che avevano una grande importanza nella vita della società milanese.

Fabrizio Pagani

Della Sezione XIII dell’Archivio, Ospedali, Collegi, Confraternite, Enti vari, così come della sezione XI, Seminari e della sezione XII, Ordini religiosi e Congregazioni possiamo ricordare quanto scrive il Sala: «Di queste sezioni duomi di nulla poter dire di particolare, perché il materiale vi è ancora collocato alla rinfusa, sendosi oggi appena (12 agosto) terminato di coordinare e protocollare i volumi della sezione X; e non mancando che queste ultime pagine della Introduzione per dare in luce il presente volume, non credo prezzo dell’opera di ritardarne ancora la pubblicazione per tutto il tempo che sarebbe necessario a fare accurato esame dei volumi e scritture contenute nelle sopraindicate Sezioni, massime che di questi giorni mi trovo alquanto affievolito di salute ed estremamente bisognoso di riposo».[1] Purtroppo, di queste sezioni, manca ancora oggi uno studio approfondito. La sezione XIII è formata da 74 volumi, la maggior parte dei quali riguarda gli Ospedali e i Luoghi pii milanesi. Questi istituti ricoprivano una grande importanza nella vita della società milanese. Ospedali e Luoghi pii videro la loro origine nel XII secolo, in seguito al rinnovamento religioso suscitato dalla predicazione di san Bernardo di Chiaravalle a Milano: tali enti, durante il Medioevo, avevano come scopo l’intervento nel campo sociale, erogando elemosine ai poveri e doti per le nubende, ospitando i pellegrini. Il Concilio di Trento stabiliva l’intervento dei vescovi nell’amministrazione dei luoghi pii e a Milano Carlo Borromeo dà subito attuazione al decreto, iniziando le prime controversie giurisdizionali tra potere laico e religioso: «il conflitto fu originato dall’interpretazione che l’autorità ecclesiastica volle dare nel senso più lato al decreto fissato dal Concilio tridentino sulle visite pastorali da praticarsi ai luoghi pii, rivendicandone il diritto anche su quelli sottoposti all’autorità regia». [2] I nuclei più importanti di documenti sui Luoghi pii si trovano presso l’Archivio dell’Amministrazione delle IPAB e presso l’Archivio si Stato. Presso l’Archivio Storico diocesano il materiale di questa sezione riguarda l’Albergo Trivulzio, il Luogo pio dell’Umiltà, il Luogo pio delle Quattro Marie, il Luogo pio di Santa Pelagia. Lo stesso può dirsi degli Ospedali che a Milano avevano antica tradizione: con il carattere ecclesiastico dei loro inizi, negli Ospedali appare anche una funzione sociale con l’ingresso dei laici nell’ammistrazione degli enti. La riforma ospedaliera, a Milano, è dovuta all’arcivescovo Enrico Rampini che, nel 1448, stabilisce un nuovo regolamento: gli amministratori erano dipendenti dallo stesso Arcivescovo e dovevano distribuire le rendite ai poveri. Nel 1456 si dava inizio alla costruzione dell’Ospedale Maggiore e due anni dopo, con la Bolla Ex supernae dispositionis di Pio  II, al nuovo ente venivano incorporati gli altri Ospedali cittadini. I 12 volumi riguardanti l’Ospedale Maggiore contengono documenti circa la nomina dei deputati, Bolle, testamenti, Legati, carte riguardanti l’immunità ecclesiastica e, forse, il materiale più interessante, gli atti delle pochissime visite pastorali effettuate all’Ospedale [3] e le carte sul diritto dell’Arcivescovo di poterlo visitare. La Chiesa, nello slancio riformatore del Concilio di Trento, non poteva non avere a cuore i problemi dei bisognosi; in epoca borromaica, appare così grande il ruolo assistenziale della Chiesa e con esso le interminabili dispute con l’autorità laica. Anche gli altri volumi sull’Ospedale dei mendicanti della Stella, l’Ospedale della Pietà o dei vecchi, l’Ospedale di S. Maria Aracoeli, l’Ospedale dei pazzi, raccolgono carte sulla giurisdizione arcivescovile. La sezione Collegi comprender materiale sui Collegi Borromeo e Ghislieri di Pavia, sul Collegio della Guastalla, sul Longone, sul Nardini di Roma, sul Collegio dei Nobili, sul Tareggi. La sezione Confraternite contiene numerose regole, manoscritte o stampate. Inoltre, vi è un piccolo volume (il LXV) che raccoglie materiale sugli Oratori segreti, gli Oratori dei Giovani della Madonna, fondati a Milano da Federico Borromeo, per incrementare la dottrina cristiana.

 

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[1] A. Sala, Documenti circa la v ita e le gesta di S. Carlo Borromeo, vol I, Milano 1857, p. LXXXI.

[2] A. Noto, L’ingerenza ecclesiastica negli Istituti milanesi di beneficenza elemosiniera, in «Archivio Storico lombardo» 1938, pp. 430-438.

[3] Il vol. III bis contiene gli atti della visita apostolica di Gerolamo Ragazzoni (1576), di s. Carlo (1576); il vol. IX la visita di Federico Borromeo (1606); il vol. LVIII la visita di Federico Visconti (1683).