Almanacco liturgico Il Santo del giorno Il Vangelo di oggi Agenda dell'Arcivescovo

Facendo riferimento al riordino effettuato dalla dott. Diamanti Donata possiamo presentare brevemente l’archivio storico della parrocchia dei Santi Giacomo e Filippo in Merone

di Mirko Guardamiglio

L’archivio parrocchiale è l’insieme dei documenti prodotti e ricevuti da una parrocchia durante lo svolgimento delle proprie attività come, ad esempio, le funzioni di culto, le iniziative pastorali e gli adempimenti amministrativi. Questa documentazione è la testimonianza scritta non solo delle attività inerenti la parrocchia ma anche delle vicende di una popolazione che abita un determinato territorio perciò troviamo in essa le tracce della vita religiosa, delle realtà culturali, socio-economiche, civili e politiche. In altri termini la documentazione conservata presso gli archivi parrocchiali è una fonte pressoché unica non solo per la storia delle parrocchie e della Chiesa ma anche per la storia dei vari agglomerati urbani e rurali e della Nazione italiana.
La Conferenza Episcopale Italiana ha stabilito la conservazione obbligatoria di alcuni libri mentre ne consiglia la tenuta di altri. I libri obbligatori sono: i Registri dei Catecumeni, dei Battesimi, delle Cresime, dei Matrimoni, dei Defunti, delle Messe, dei Legati, delle entrate e delle uscite, dell’amministrazione dei beni. I libri raccomandati sono: Registri dello stato delle anime, delle prime Comunioni, ed il diario della cronaca parrocchiale.
Tuttavia, per i più svariati motivi, all’interno dell’archivio parrocchiale oltre a questi volumi si possono aggregare nel tempo anche fondi di altri soggetti ecclesiastici o civili, pubblici o privati. In questo caso l’archivio parrocchiale può anche essere definito come un insieme di fondi o un complesso documentario.

La nascita degli archivi parrocchiali non è databile con certezza infatti, presso alcuni archivi parrocchiali le prime serie documentarie risalgono alla fine del Trecento, tuttavia, senza ombra di dubbio il Concilio di Trento ha segnato una svolta importante introducendo nel 1563 l’obbligo della tenuta dei libri cosiddetti “parrocchiali” o “canonici” (libri baptizatorum, confirmatorum, matrimoniorum, mortuorum), a cui si sono aggiunti dal 1614 gli stati delle anime (status animarum). Un altro documento rilevante per la storia degli archivi parrocchiali è la costituzione apostolica Maxima vigilantia (14 giugno 1727) di Benedetto XIII. Essa amplia i libri che i parroci erano tenuti a conservare perciò oltre ai Registri dei Battesimi, Cresime, Matrimoni, Defunti e dello stato delle anime era fatto obbligo di conservare anche la documentazione amministrativa come i privilegi, gli indulti, le concessioni delle supreme autorità ecclesiastiche e civili, la descrizione di tutti i beni e delle rispettive rendite, le autentiche e note di indulgenze, le copie di sentenze e atti giudiziali. Il Codice di diritto canonico del 1917 confermò sostanzialmente quanto stabilito nei secoli precedenti specificando la necessità di conservare anche le lettere episcopali ed i Registri relativi alle entrate e uscite della chiesa, delle compagnie, delle confraternite, delle associazioni e dei luoghi pii. L’attuale Codice di diritto canonico, in vigore dal 1983, ha ribadito ai parroci l’obbligo di scrivere in modo accurato ogni documento, di custodire e conservare in modo diligente l’archivio parrocchiale facendo attenzione che i documenti non vengano perduti, asportati o che cadano in mani estranee.

L’archivio storico della parrocchia di Merone conserva documenti che coprono l’arco cronologico che va dal 1630 al 1977 e sono raccolti in 247 fascicoli e 56 registri tuttavia la gran parte dei materiali documentari dell’archivio appartiene quasi esclusivamente ai secoli XIX e XX mentre non è nota la ragione per cui manca la parte antica (dalla fine secolo XVI al secolo XVIII).
Per quanto riguarda i documenti del 1600 in archivio sono presenti le serie dei Registri d’Anagrafe sacramentaria (a partire dal 1647) e solo delle copie del 1800 del legato Cereda (1630) e del testamento per la fondazione della Cappellania Carpani (1692).
Per quanto riguarda i documenti del 1700 in archivio sono presenti le Autentiche di reliquie (a partire dal 1715).

Le serie relative al Culto constano di 24 fascicoli ed 1 Registro e sono:

  • “Reliquie” (1715 – sec. XX prima metà);
  • “Benedizioni” (1881 – 1947);
  • “Indulgenze” (1895 – 1899);
  • “Permessi e facoltà” (1896 – 1955);
  • “Calendari liturgici e Viae Crucis” (1900 – 1963);
  • “Suppliche” (1911 – 1956);
  • “Missioni al popolo” (1911 – 1966).

La serie relativa ai “Legati” consta di 9 fascicoli ed è suddivisa in:

  • “Legati perpetui”;
  • “Legati temporanei”;
  • “Legati di beneficenza”.

Le serie relative alle Cappellanie sono:

  • “Cappellania Carpani”;
  • “Cappellania principe Carlo Rasini”.

La seconda è decisamente la più rappresentata estendendosi su 22 fascicoli.

Le serie relative all’amministrazione, come di consueto le più corpose, sono:

  • “Beneficio”, consta di 30 fascicoli;
  • “Fabbriceria”, consta di 23 fascicoli ed 8 Registri;
  • “Commissione Economica parrocchiale”, consta di 19 fascicoli e 6 Registri;
  • “Costruzione della nuova parrocchiale” (dal 1881 al 1891), consta di 14 fascicoli;
  • “Elevazione del campanile e dotazione della nuova facciata”, consta di 5 fascicoli;
  • ”Oratorio giovanile” composta da due sotto serie ossia:
  • “Primo oratorio maschile” (dal 1914 al 1932), consta di 6 fascicoli ed 1 Registro;
  • “Nuovo oratorio” (dal 1954 al 1970), consta di 3 corposi fascicoli.

Le serie relative alle “Aggregazioni laicali” sono:

  • “Confraternite, Dottrina Cristiana e Santissimo Sacramento”, consta di 3 fascicoli;
  • “Terz’ordine francescano”, consta di 7 fascicoli e 3 Registri;
  • “Azione Cattolica”, consta di 26 fascicoli (di cui 15 relativi all’Azione Cattolica parrocchiale mentre 11 relativi alle circolari provenienti dagli organi diocesani e centrali).

La serie relativa alle “Visite Pastorali” è suddivisa in:

  • “Visita Pastorale del cardinal Ferrari”, consta di 3 fascicoli (uno per ogni visita);
  • “Visita Pastorale del cardinal Schuster”, consta di 4 fascicoli (uno per ogni visita);
  • “Visita Pastorale del cardinal Montini”, consta di 1 fascicolo.

Di ogni Visita Pastorale si conserva il Questionario preliminare ed i successivi Decreti mentre gli Atti della Visita sono custoditi presso l’Archivio Storico Diocesano.

La serie relativa ai ”Liber Chronicus” consta di 2 volumi (dal 1902 al 1976).

 

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FONTI:

  • Ottavio Pasquinelli, Lineamenti della disciplina canonica sugli archivi ecclesiastici, in «Quaderni di Diritto Ecclesiale» 7 (1904) n. 3, pp. 367-379.
  • Gli archivi parrocchiali: organizzazione, gestione, fruizione e ricerca storica. Atti dei Convegni di Fiorano Modenese (4 settembre 1996) e di Ravenna (5 ottobre 1996), a cura di Enrico Angiolini, Modena, Poligrafico Mucchi, 1997.
  • La carte della Chiesa. Archivi e biblioteche nella normativa pattizia, a cura di Antonio G. Chizzoniti, Bologna, Il Mulino, 2003.
  • Consegnare la memoria. Manuale di archivistica ecclesiastica, a cura di Emanuele Boaga, Salvatore Palese, Gaetano Zito, Firenze, Giunti, 2003.
  • Gino Badini, Archivi e Chiesa. Lineamenti di archivistica ecclesiastica e religiosa, Bologna, Pàtron, 2005.
  • Angelo Turchini, Archivi della Chiesa e archivistica, Brescia, La Scuola, 2011.
  • «Archiva Ecclesiae». Bollettino dell’Associazione Archivistica Ecclesiastica. Indice dei volumi editi dal 1958 al 1992, a cura di Emanuele Boaga, Città del Vaticano 1993.
  • Donata Diamanati, Relazione circa il riordino dell’archivio parrocchiale di Merone – Moiana, Archivio Storico diocesano di Milano, 2019.