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La parrocchia, attestata sin dall’inizio del secolo XI venne soppressa nel 1955 per realizzare una Casa del Clero, il suo archivio è custodito presso l’Archivio Storico Diocesano di Milano

Mirko Guardamiglio

L’esistenza della parrocchia San Tommaso in Terra Mara dell’arcidiocesi di Milano è documentata sin dall’inizio del secolo XI. A metà del secolo XV viene elencata tra le parrocchie di Porta Comasina nella città di Milano e ancora nel 1524 nella rubrica di tutte le parrocchie di Milano. Nel 1564 è attestata come rettoria mentre tra i secoli XVI e XVIII è costantemente ricordata negli atti delle Visite pastorali degli Arcivescovi di Milano. Il suo antico impianto architettonico venne modificato quando, nel 1576, si decise di ricostruirla con un orientamento opposto rispetto a quello precedente seguendo le precise indicazioni di san Carlo Borromeo il quale desiderava permette un accesso più agevole ai fedeli. Nel 1768 risulta che presso la parrocchia San Tommaso in Terra Mara fossero presenti: la fabbrica della parrocchia, la compagnia del Santissimo Sacramento, la cappella Santa Maria della Neve nel Broletto. Verso la fine del secolo XVIII la parrocchia San Tommaso in Terra Mara possedeva fondi per 27.911 pertiche, il numero delle anime era di 1.544 e la nomina del titolare del beneficio spettava all’Ordinario. Con il piano austriaco di riduzione dei Corpi Santi e delle parrocchie della città di Milano – che ebbe pieno effetto dal 25 dicembre 1787 – il distretto della parrocchia San Tommaso in Terra Mara arrivò a comprendere la corsia di San Marcellino, il vicolo di San Marcellino, la contrada e il vicolo del Rovello, la contrada di San Tommaso, la contrada de’ Cavenaghi, le contrade di San Vincenzino, San Nazaro Pietra Santa, San Prospero, Bassano Porrone, de’ Clerici, de’ Bossi, del Lauro, parte della corsia del Broletto dalla contrada di San Prospero a San Tommaso, parte della strada del Castello. Con il piano napoleonico di concentrazione delle parrocchie delle principali città del regno d’Italia del 1805, la parrocchia San Tommaso in Terra Mara venne conservata nella sua integrità. All’epoca della prima Visita pastorale dell’arcivescovo Andrea Carlo Ferrari nella città di Milano, il reddito netto del beneficio parrocchiale assommava a lire 303, il clero era costituito dal preposto parroco e da cinque sacerdoti, i parrocchiani erano 4.685, vi erano la confraternita del Santissimo Sacramento, la confraternita del Santissimo Rosario (istituita dal cardinale Cesare Monti e riorganizzata nel 1814), la confraternita dell’Immacolata e di Sant’Antonio di Padova, la confraternita del Santissimo Crocifisso e dell’Addolorata (fondata nel 1792), l’associazione cattolica per il riposo festivo ed  il parroco era nominato dall’Arcivescovo. In realtà l’edificazione della chiesa secondo le indicazioni di san Carlo Borromeo non fu mai del tutto ultimata e si dovettero attendere gli inizi dell’Ottocento, dal 1825 al 1827, affinché l’opera iniziata fosse completata seguendo il progetto dell’Arganini, mentre i lavori per la ricostruzione del campanile e della sacristia vennero portati a termine più rapidamente. Per realizzare una Casa del Clero l’arcivescovo Giovanni Battista Montini – con decreto 1 dicembre 1955 – soppresse la parrocchia San Tommaso in Terra Mara e divise il suo territorio tra le parrocchie di Santa Maria della Scala in San Fedele, San Carlo al Corso, Santa Tecla e Santo Stefano. Il fondo della Parrocchia San Tommaso in Terra Mara nasce sia dalla sedimentazione dei documenti prodotti dalla Parrocchia San Tommaso in Terra Mara nello svolgimento delle proprie attività istituzionali sia dall’assorbimento dei documenti prodotti dalla Parrocchia di San Marcellino in Porta Comasina soppressa nel 1787 e accorpata alla Parrocchia di san Tommaso in Terra Mara. Perciò il presente fondo è costituito principalmente dai registri relativi all’anagrafe parrocchiale e dai registri relativi all’amministrazione del beneficio parrocchiale nel periodo compreso fra il 1582 e il 1955 per un totale di 17,35 metri lineari.

 

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