Prendendo atto delle profonde trasformazioni sociali, economiche e culturali che stanno interessando il nostro Paese e l’urgenza di rispondere con soluzioni abitative accessibili anche nell’area della città di Milano, questa mattina la cooperativa sociale Spazio Aperto Servizi, attiva dal 1993, ha inaugurato a Milano Housing Caldera alla presenza del sindaco Giuseppe Sala, dell’assessore al Welfare e Salute Lamberto Bertolé, del Vicario generale della Diocesi di Milano monsignor Franco Agnesi e della dottoressa Agnese Canevari, in rappresentanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Pari Opportunità UNAR.
Situato in via Caldera 109/B, nel quartiere di Quinto Romano, il nuovo complesso abitativo è frutto di un lavoro di ristrutturazione avviato nel 2022 e concluso a distanza di due anni: è pensato per offrire alla città un luogo inclusivo e accogliente per le persone che, alleggerite dalla condizione di fragilità e dall’impossibilità di accesso al libero mercato immobiliare, possono rilanciarsi nel contesto sociale e lavorativo. Attraverso il complesso di via Caldera, che ospita già Casa Caldera (appartamento per persone con disabilità gestito da Spazio Aperto Servizi), saranno attivati e sviluppati progetti di housing sociale, con un mix abitativo in grado di valorizzare le peculiarità di ogni persona, risorse potenziali per tutti gli altri.

Il complesso
Per un totale di circa 1.900 m2 di superficie, le trentuno unità abitative, di cui 24 bilocali, 5 trilocali e 2 quadrilocali, risponderanno a esigenze differenziate e saranno articolate in 21 alloggi di housing, 5 Case per l’autonomia abitativa di persone con disabilità di cui 2 con soluzioni di domotica, 4 Case Arcobaleno e, infine, una comunità per Minori Stranieri Non Accompagnati.
Ogni unità abitativa è stata interessata da diversi lavori di ristrutturazione edilizia: riqualificazione interna degli spazi, rifacimento e istallazione impianti, sostituzione di pavimenti, infissi e serramenti e ritinteggiatura di interni, pareti e soffitti. Alcuni appartamenti sono arredati e attrezzati di tutto il necessario, dalla zona living alle camere, ai bagni e, ancora, alla fornitura di suppellettili e utensili (piatti, stoviglie, biancheria da casa, etc.), mentre le restanti unità immobiliari saranno arredate in autonomia e personalizzate dagli ospiti che ne beneficeranno.
Sono circa 70 i beneficiari del progetto, tra cui giovani e nuclei familiari impossibilitati ad accedere al mercato privato, neomaggiorenni in condizioni di fragilità socio-economica, persone con disabilità ad alto funzionamento che intendono mettersi in gioco in un percorso di autonomia abitativa, minori non accompagnati, persone della comunità Lgbtqia+ ospitate negli appartamenti dedicati a Casa Arcobaleno e, infine, studenti fuori sede, giovani lavoratori.
Oltre agli interventi di ristrutturazione, il progetto prevede l’affiancamento agli inquilini di community manager, facility manager e operatori sociali nella gestione della casa e nell’orientamento ai servizi di supporto del territorio, per attivare reti in grado di generare occasioni di empowerment, socializzazione e valorizzazione.
L’obiettivo generale del progetto consiste proprio nella realizzazione di luoghi di inclusione, dove persone con storie diverse possano sperimentare un’esperienza di integrazione tra di loro e con il territorio circostante.

Le dichiarazioni
«A Milano c’è un tema abitativo, enfatizzato da tante situazioni – ha dichiarato il sindaco Sala -. È evidente che c’è da fare e non ci si debba arrendere perché la casa è il problema numero uno della contemporaneità. Per affrontarlo occorre in primis occuparsi del patrimonio immobiliare di edilizia residenziale pubblica che a Milano vale 66 mila appartamenti. Non abbiamo in previsione di costruirne degli altri e quindi dobbiamo lavorare per gestire quello che abbiamo attraverso la manutenzione straordinaria. In secondo luogo, occorre portare avanti progetti come Housing Caldera e, infine, occorre aiutare chi fa fatica a Milano rispetto al tema della casa: la popolazione più giovane e le famiglie con meno capacità reddituali. Con housing Caldera non parliamo soltanto di muri e di spazi, ma di luoghi corroborati da personale adeguato che ha le capacità e l’esperienza per assistere situazioni difficili attraverso tanta solidarietà e umanità. I muri lasciano respirare questo senso di comunità di cui c’è tanto bisogno. La forza della nostra città è che esistono realtà come Spazio Aperto Servizi che, anno dopo anno, vanno avanti nella loro missione».
«A nome di Spazio Aperto Servizi posso dire che siamo oggi profondamente orgogliosi di questo traguardo, un momento significativo per noi che da sempre ci impegniamo nella valorizzazione della costruzione di comunità, tramite la condivisione e il supporto reciproco tra persone con vissuti e bisogni diversi, ma soprattutto per la città a cui oggi consegniamo un altro luogo simbolo di accoglienza, inclusione ed equità – ha sottolineato Maria Grazia Campese, Presidente di Spazio Aperto Servizi -. Poter contare sulla presenza delle istituzioni e delle autorità religiose è la conferma che, nel contesto attuale, in cui si registra una maggiore difficoltà nell’accesso alla casa, è solo dalla sinergia tra Pubblica Amministrazione, realtà imprenditoriali e del Terzo Settore che possono nascere nelle nostre città, e in particolare nel territorio di Milano, progetti come quello di Housing Caldera. Non un semplice progetto abitativo, ma la nostra risposta concreta per offrire soluzioni abitative accessibili e sostenibili».

«In questi anni abbiamo costruito un sistema capace di proteggere le persone nei momenti di difficoltà – ha rilevato Bertolé -. La città ha un suo sistema di accoglienza e protezione ma, con l’evoluzione del mercato dell’abitare, sta diventando più difficile passare dalla parte del riscatto sociale. La vera sfida è quella di occuparsi della non accessibilità del mercato dell’abitare anche per le persone che escono da percorsi di accoglienza. Stiamo lavorando per completare questo tassello, che ultimamente è più in difficoltà. L’housing che inauguriamo oggi è importantissimo, perché è ciò di cui il nostro sistema di welfare ha bisogno oggi».
«Oggi siamo davanti ad un desiderio raccolto, quello di avere una casa, e una intraprendenza capace di creare alleanza e orientare risorse, quella di Spazio Aperto Servizi – ha concluso Agnesi -. In questo segno, apparente periferico, possiamo scorgere una visione di città in cui non si va solo per vendere o comprare, ma una visione di città in cui si va per abitare, cioè sentirsi a casa, sentire la responsabilità per i luoghi in cui si abita, preoccuparsi dei vicini di casa, partecipare alla vita di quartiere e della città».