Sabato 15 marzo, all’età di 87 anni, è morta a Milano la giornalista e scrittrice Silvia Giacomoni. Sin dalla fondazione nel 1976 ha lavorato per il quotidiano La Repubblica, occupandosi a lungo di cultura e di moda. In seguito è approdata a temi più complessi e spirituali, lei a quel tempo agnostica, che diventa amica del cardinale Carlo Maria Martini, arcivescovo di Milano, e di altre personalità della teologia e della spiritualità come Paolo De Benedetti, Enzo Bianchi e Camillo De Piaz.
Giacomoni è stata sposata in seconde nozze con il giornalista Giorgio Bocca, scomparso nel 2011. Ha avuto due figli, Guido e Davide, dall’avvocato Mario Besana, e ha cresciuto con Bocca la prima figlia di lui, Nicoletta. Con “il Bocca”, come diceva lei, aveva vissuto dal 1965.
Silvia Giacomoni è stata anche insegnante e traduttrice, ha svolto un’intensa attività soprattutto nell’ambito del rapporto tra letteratura, giornalismo e società, dagli anni Settanta in poi, con particolare riferimento a Milano. Personalità poliedrica e dai numerosi interessi, Giacomoni ha esteso la sua attività dalla traduzione alla narrativa, dal giornalismo alla saggistica, con una particolare sensibilità e attenzione ai rapporti tra società e religione.
Lunedì 17 marzo i funerali a Milano nella chiesa di San Vittore.
Il ricordo della Fondazione Martini
«Grande amica di Carlo Maria Martini e di questa Fondazione – la ricorda così un post su Facebook la Fondazione Martini – aveva lasciato tutto il carteggio costruito in oltre vent’anni tra il Cardinale e lei stessa. Il video con il lungo racconto del suo Martini e il carteggio è diventato un libro dal titolo geniale scelto da Silvia e tratto da una delle sue lettere a Martini, Diavolo di un cardinale, pubblicato nel 2021».
«L’incontro quasi casuale con la figura del Cardinale di Milano la condurrà alla scoperta della Bibbia e a un progressivo cambiamento, che la porterà fino alla conversione. L’ultima sua parola su Martini l’abbiamo ricevuta qualche giorno fa nella Prefazione che ha desiderato scrivere per un inedito di Martini, in via di pubblicazione, Donne della Risurrezione. Silvia, che ormai faticava a leggere, ha ascoltato le registrazioni audio di quel corso di esercizi predicato dal Cardinale nel 2007 e si è commossa riscoprendo l’umanità di un “vecchietto che è, diciamo, sommerso dagli acciacchi. Io sono padrone di me per metà”, come diceva Martini introducendo le sue meditazioni. In questa dimensione di “mendicante”, fatta di fatiche nei movimenti, nel parlare e nel vedere, anche Silvia si è riconosciuta e si è sentita di nuovo, come un tempo, consolata e accompagnata dal padre Martini, come un anticipo del loro prossimo incontro in cielo. Ciao Silvia!».
Tra le opere più importanti di Silvia Giacomoni L’ira di Dio (1995), antologia di scritti di Carlo Maria Martini; l’epistolario con il cardinale Carlo Maria Martini (Diavolo di un cardinale. Lettere 1982-2012, a cura di Laura Bosio, Milano, Bompiani, 2021); la parafrasi dell’Antico Testamento pubblicata nel 2004 (La Nuova Bibbia Salani), alla quale ha fatto seguito, nel 2007, una riscrittura del Vangelo di Matteo (Dice Matteo). Il suo impegno nel campo degli studi biblici è testimoniato anche dal libro intervista (con Pietro Mariani Cerati e Luigi Rigazzi) del 2017 Bibbia, libri e giornali. Nel 2008 è uscito il saggio Alessandro Manzoni: quattro ritratti stravaganti, una riflessione che, tra le tematiche affrontate, mette in luce anche l’influenza della Bibbia sull’opera del grande scrittore.