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Alla tua luce vediamo la luce

Martedì della quarta settimana di Quaresima

1 Aprile 2025

Gn 27, 1-29; Sal 118 (119), 97-104; Pv 23, 15-24; Mt 7, 6-12

Poi suo padre Isacco gli disse: «Avvicìnati e baciami, figlio mio!». Gli si avvicinò e lo baciò. Isacco aspirò l’odore degli abiti di lui e lo benedisse: «Ecco, l’odore del mio figlio come l’odore di un campo che il Signore ha benedetto. Dio ti conceda rugiada dal cielo, terre grasse, frumento e mosto in abbondanza. Popoli ti servano e genti si prostrino davanti a te. Sii il signore dei tuoi fratelli e si prostrino davanti a te i figli di tua madre. Chi ti maledice sia maledetto e chi ti benedice sia benedetto!». (Gn 27, 26-29)

Isacco benedice Giacobbe, che con un raggiro si è finto il primogenito. In quel modo la discendenza di Israele continuerà grazie a lui, la storia della salvezza prosegue impastandosi della storia umana, spesso composta da momenti ambigui.
Meditare quel brano mette ciascuno di fronte a interrogativi significativi: innanzitutto, Giacobbe è disposto a fare qualunque cosa pur di ottenere il ruolo di primogenito e quindi la benedizione del padre – è possibile dire lo stesso del nostro coinvolgimento nella storia? Di una storia che ha a che fare con la manifestazione del Signore?

Preghiamo

Sono più saggio di tutti i miei maestri,
perché medito i tuoi insegnamenti.
Ho più intelligenza degli anziani,
perché custodisco i tuoi precetti.

dal Salmo 118 (119)