
Giovedì 20 marzo alle 20.45 presso la Casa della Carità di Lecco si svolgerà un incontro con Suor Elena Massimi, organizzato dalla Pastorale giovanile della zona terza.
L’iniziativa è rivolta in particolare ai catechisti, ai membri dei gruppi liturgici, a educatori e sacerdoti, chiamati insieme ai genitori a introdurre ed educare i più giovani alla preghiera della Chiesa, che è la liturgia.
La partecipazione alla Messa dei bambini, adolescenti e giovani oggi è numericamente ridotta rispetto al nostro passato. Questo fatto potrebbe generare un senso di fatica o frustrazione. Non solo. Oggi, ma anche in passato, vi sono molti tentativi di “rivitalizzare” la partecipazione dei ragazzi alla Messa con molti espedienti, messi in atto a partire dalla ricca fantasia di adulti, che desiderano rendere i bambini “protagonisti” dell’azione liturgica.
«Suor Elena Massimi, figlia di Maria Ausiliatrice, liturgista, ci aiuterà non solo a scoprire e valorizzare le “potenzialità” contenute nella liturgia stessa – raccontano gli organizzatori -, per educare ed educarsi ad una “piena partecipazione” alla preghiera della Chiesa, ma addirittura – come dice il titolo della serata – a scoprire che la liturgia è una “risorsa” per “iniziare e formare” al grande e unico orizzonte, che è la vita e fede cristiana nel suo complesso. La liturgia è definita “risorsa inesplorata” per questa meta.
Papa Francesco nella lettera apostolica Desiderio desideravi dà ampio rilievo alla necessità di una seria e vitale formazione liturgica (n. 27-47) e all’ars celebrandi (n. 48-60). Questa necessaria formazione non riguarda il solo presbitero, che presiede la celebrazione liturgica, o i ministri e cantori, che svolgono un qualche compito.
Questa serata non sarà una lezione teorica o astratta sulla liturgia. Si partirà dalla concretezza dell’esperienza rituale, e quindi dall’esperienza offerta agli occhi e in generale ai sensi di tutti noi che vi partecipiamo. Papa Francesco sempre in Desiderio desideravi afferma che molti hanno imparato dai genitori o dai nonni “la potenza dei gesti della liturgia” (n. 47): quindi questa serata non è per i soli “addetti ai lavori”; e gli addetti ai lavori – preti compresi – hanno l’urgenza di “rimanere piccoli” nel consegnare e ricevere quel “tesoro prezioso”. “La sfida è molto impegnativa perché l’uomo moderno – non in tutte le culture allo stesso modo – ha perso la capacità di confrontarsi con l’agire simbolico che è tratto essenziale dell’atto liturgico” (n. 27).